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Il primo contatto con il bambino

Appena nato.........
Che tipo è il mio bambino

Tornare a casa
Il bagnetto
Il puerperio

Il perineo in puerperio

Appena nato

È importante che l'incontro tra la madre e il piccolo sia precoce.
Se per qualche motivo questo non può avvenire immediatamente dopo il parto, è necessario trovare il prima possibile momenti di intimità.
Il primo contatto si stabilisce attraverso l'odorato, il tatto, l'ascolto del battito del cuore della mamma quando il tuo bambino si troverà, attento e attivo, fra le tue braccia.
Accarezzare il bambino e rassicurarlo, lo aiuta ad adattarsi al nuovo ambiente.
La maggior parte delle prime comunicazioni avviene durante le poppate, quando si sviluppa il linguaggio del tatto e delle sensazioni.
Il neonato reagisce agli stimoli con particolare attenzione e partecipazione: ci sono momenti della giornata in cui è più ricettivo e riconosce le persone che si curano di lui.
Ogni abbraccio, ogni bacio, il succhiare, stimolano fiducia, amore e piacere.
Il neonato sin dai primi giorni può guardare intenzionalmente, valutare le distanze e seguire i movimenti del vostro volto.
Ti accorgerai che all'inizio avrà bisogno di abitudini: dormire nello stesso letto, essere accudito da poche persone, trascorrere la maggior parte del tempo nel suo ambiente.
Tuo figlio ha bisogno di quiete, e gli eviti rumore e confusione; dopo la poppata forse piange perché vuole stare ancora tra le tue braccia, e lo farai senza paura di viziarlo; forse vuole solo essere cambiato oppure ha caldo.
All'inizio ogni mamma fa dei tentativi, alcuni riescono, altri no.
Tuo figlio non ha bisogno di una madre perfetta, ma di una madre sensibile, in grado di modificare il proprio comportamento: per questo è necessario non essere bombardate dai consigli.

Che tipo è il mio bambino

Tuo figlio ha bisogno di essere conosciuto e compreso.
Nessuno è in grado di conoscerlo meglio di te perché è cresciuto dentro la tua pancia per nove mesi facendoti diventare attenta ai segnali che ti invia: ti dà dei colpetti per farti capire che non sta comodo e farti cambiare posizione; se provi una forte emozione resta fermo per un po' o si agita.
La conoscenza è favorita dall'allattamento al seno e dalle cure; quando avrai il tuo bambino tra le braccia ti accorgerai che gli parlerai, lo toccherai, lo tratterai in un modo particolare che nessuno ti ha insegnato, perché l'amore per tuo figlio si esprime attraverso le cure che gli dedichi, e le tue cure sono
necessarie per un suo sereno sviluppo.
Ha già ritmi e necessità personali e si esprime solo attraverso il corpo: con il pianto può chiedere di essere preso in braccio, allattato, pulito, girato, coccolato, rassicurato.
C'è il neonato di grande appetito, il pigro, l'abitudinario, il dormiglione, quello che desidera stare più tempo in compagnia, quello che ha bisogno di più quiete e silenzio e il neonato che è in grado di tollerare meglio i piccoli disagi che possono venire sia dall'esterno (rumore, luce, confusione, caldo, freddo) che dal suo corpo (bisogno di contatto, fame, sonno, ruttino, dolori).
Il tuo compito è quello di far conoscere a tuo figlio il mondo nel modo più semplice possibile, l'unico che è in grado di capire.
Un bambino soddisfatto rafforza il suo senso di sicurezza e la fiducia negli altri e questo lo porterà all'autonomia, all'esplorazione del mondo che lo circonda e alla capacità di avere soddisfacenti relazioni con gli altri.
Ti verrà spontaneo aiutarlo a superare difficoltà e disagi che da solo non potrebbe superare, finchè gradualmente non sarà pronto a separarsi da te attraverso il gioco, l'esplorazione dell'ambiente, lo svezzamento.

Tornare a casa

Il ritorno a casa è sempre un momento di grande confusione, sia per la coppia sia per il neonato.
All'inizio i ritmi della poppata e il ritmo sonno-veglia sono irregolari: ci sarà stanchezza e disorientamento.
Una buona organizzazione potrà aiutarvi a superare le difficoltà pratiche e ad avere più tempo ed energia.

È possibile preparare il ritorno a casa con una serie di accorgimenti:

- fai in modo di avere il tuo compagno a casa la prima settimana (è un bel regalo anche per lui!)
- cerca di avere un aiuto domestico per le prime 6 settimane (parenti, amici, colf) in modo che possiate riposarvi e occuparvi solo del bambino
- prepara lo spazio del bambino, con l'occorrente per pulirlo e cambiarlo
- riorganizza gli armadi della biancheria
- fai scorta di succhi di frutta di buona qualità, di cibi di facile preparazione o anche precedentemente preparati e surgelati
- evita che la casa si riempia di persone nella prima settimana, periodo in cui avete più bisogno di calma e di tranquillità
- fatti aiutare dalla mamma e dalla suocera, senza farti influenzare dalla loro visione dell'essere madre, diversa dalla tua
- dormi quando il bambino dorme (stacca il telefono)

Il bagnetto

È un momento di contatto e di tenerezza da fare quando sei disponibile e rilassata.
La temperatura dell'ambiente sarà di circa 23-24°C, quella dell'acqua di circa 35-36°C.
È meglio fare il bagnetto quando il bambino non è a stomaco pieno (il latte materno si digerisce in 50 minuti e il latte artificiale in 2 ore e mezzo).
Per immergere il bambino nell'acqua, metti una mano sotto la nuca e l'altra sotto il sederino; se suoi piedini toccano la vaschetta si sentirà più sicuro e si rilasserà, rivivendo movimenti e sensazioni già provate nell'utero.
Sostenendolo e mantenendo sempre la mano sotto la nuca, con l'altra puoi accarezzarlo e lavarlo con movimenti lenti.
Il bagno può durare il tempo che al bambino fa piacere.
Si possono utilizzare saponi acidi che non producano schiuma, oppure amido di riso. Asciuga poi soprattutto le pieghe inguinali, le ascelle e le orecchie.
I primi bagnetti, come il massaggio, sono occasioni per imparare a toccare il piccolo, superare timori e insicurezze ed aiutarlo ad essere in confidenza con le tue mani... e quelle del papà.

Il puerpuerio

Il periodo di 6 settimane dopo il parto è detto puerperio: è un periodo particolare, pieno di novità, di gioia e di gratificazioni, ma anche di impegno fisico ed emotivo e di isolamento; anche la donna più preparata e più sicura può sentirsi sconfortata.
Subito dopo aver concluso il parto con l'espulsione della placenta, iniziano perdite di sangue abbondanti per circa un paio di giorni, di colore rosso vivo, dette "lochiazioni".
Col passar dei giorni, le perdite si fanno meno abbondanti (possono essere normali coaguli fino alla grandezza di una mandorla) e di colore più roseo fino a diventare giallastre.
Nel corso del primo mese, inoltre, ci sono giorni in cui scompaiono per poi riapparire di un colore anche rosso vivo ma in quantità scarsa.
L'utero, che subito dopo il parto è palpabile nell'addome come un grosso pompelmo, regredisce giorno dopo giorno fino a non essere più percepibile al di sopra del pube intorno al 10° giorno.
L'allattamento al seno, stimolando le contrazioni, provoca una riduzione del volume uterino più rapida; anche il volume dell'addome si ridurrà, e con il movimento si ristabilirà anche il suo tono muscolare.
L'intestino torna lentamente nella sua abituale posizione, può accadere che vi sia stitichezza per due o tre giorni. A volte è solo paura di provare dolore nella parte che è stata sollecitata durante il parto: non preoccuparti, sarà più facile di quel che credi!
Il puerperio è un periodo in cui è facile contrarre infezioni: è necessario curare l'igiene, l'alimentazione e riposare abbastanza.
Si possono fare docce, ma evita il bagno nei primi 10 giorni dal parto.
Se ci sono state lacerazioni o un'epiosotomia, i punti necessitano di cure igieniche costanti: detergere i genitali ogni volta che si va di corpo.
La prima mestruazione, detta "capoparto", compare tra il 30° e il 40° giorno a chi non allatta. Chi allatta al seno l'avrà di solito al termine dell'allattamento, a volte qualche mese dopo.
È importante al termine del puerperio (40 gg), sottoporsi a un controllo ostetrico, anche per scegliere un contraccettivo.
L'ostetrica è la persona che ha le maggiori competenze per aiutare le mamme durante il puerperio, con la collaborazione di specialisti che possono intervenire in caso di necessità.

La "tristezza" in puerperio

Il parto è stato un momento di grande apertura, fisica ed emotiva.
Nella settimana dopo il parto, gli alti e bassi del tono dell'umore sono una frequente reazione di adattamento al cambiamento che comporta la nascita di un figlio, soprattutto del primo.
Potrai sentirti triste o insofferente al pianto del tuo bimbo. La stanchezza e il cambiamento dei ritmi quotidiani sono motivi sufficienti per suscitare rabbia: è importante esprimere e accettare anche questi sentimenti.
A volte i problemi sembrano insormontabili perché suscitano emozioni e ricordi legati all'esperienza personale e non alla richiesta del bimbo.
Il bambino risponde allo stato d'animo di chi si prende cura di lui; non stupitevi se si addormenta in braccio alla nonna appena arrivata e non con voi che, stanche, lo cullate da ore.
Chiedere sostegno e appoggio vuole dire riconoscere i propri limiti, accettare di non essere una "madre perfetta".
Puoi avere sostegno dall'ostetrica che hai conosciuto durante la gravidanza e frequentare gruppi di mamme e neonati.

Il perineo in puerperio

L'addome è chiuso in basso da una struttura muscolare ed elastica chiamata "pavimento pelvico", che ha la funzione di sostenere e mantenere nella loro sede la vescica e l'utero, ed è attraversato dall'uretra, dalla vagina e dal retto.
L'insieme dei muscoli che si contraggono attorno all'ano e alla vagina sono detti "perineo".
Durante la gravidanza e il parto, il perineo viene sollecitato, disteso e talvolta si lacera: spesso il perineo in puerperio è "debole" e qualche volta si può notare incontinenza urinaria (perdite involontarie di urina).
Per ridurre la pressione addominale in puerperio è importante evitare la stitichezza, non sollevare pesi eccessivi, non fare ginnastica addominale.
Prima di prendere il bambino in braccio, di starnutire, di tossire e ogni volta che si fanno sforzi è necessario stringere il perineo, tenendolo contratto sino a che finirà il lavoro dei muscoli addominali.

Per favorire la ripresa del tono muscolare del perineo si consiglia: rilassamento distese a pancia in su, eventualmente un cuscino sotto la testa, braccia rilassate lungo il corpo, ginocchia piegate, piedi un po' separati, rilassare cosce, gambe, addome. Inspirare lentamente e profondamente dal naso, espirare dalla bocca per qualche minuto.
Rinforzo (solo dopo il rilassamento) distese a pancia in su stringere lo sfintere anale e i muscoli della vagina; mantenere contratti alzando il bacino da terra, ritornare a terra e rilassare il perineo.
Se alla fine del puerperio (sei settimane dal parto) ancora avrete incontinenza urinaria o scarsa capacità di contrazione del perineo, cercate un'ostetrica che vi sappia fare la valutazione del tono dei muscoli (test perineale) e programmate con lei la riabilitazione (mediamente 6-8 sedute da trenta minuti a cadenza settimanale).

a cura di: EVA, Studio di Arte Ostetrica - Cuggiono (MI)



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